HomePageFerrariniGalleriaAtelierEsposizioniLa criticaContattiSiti Amici

 

L’ARTISTA E LA QUADRATURA DEL CERCHIO COL MONDO

Critica di Daniela PalazzoliIn ‘Presumere arte’, una delle tele prèt à porter della serie cm. 40 x 40create da Federico Ferrarini nel 2008,  egli ci propone la sua idea dell’artista come quella di un giocoliere divertito ed irridente, intento a forgiare una propria idea del mondo, a partire da invenzioni e variazioni, che alterano la forma di un cerchio. I suoi interventi negano la perfezione della forma; aprono la geometria, o improvvisano divertimenti sul suo perimetro, o anche aggiungono dei grumi materici che propongono fisicità e resistenza oggettuale alla linearità dei segno. Il suo  artista-jolly non occupa il centro del dipinto ma  si estende lungo la diagonale destra del quadro. Sulla sinistra troviamo una distesa materica di grumi, di frammenti, di residui di esplosioni resi con  materia acrilica al calore bianco, che evoca gli effetti di un grande bang primordiale aggiornato, tipico di un mondo che offre opportunità infinite, ma temporanee e frammentarie.  A noi piace pensare che l’atteggiamento di Ferrarini è quello di un rapporto arte-mondo che promette offerte più che sofferenze dalle imperfezioni del mondo –  e difatti mentre agisce il suo artista sorride – poiché, presa come opportunità, la parte mezza vuota di questo bicchiere-mondo (anche mezzo pieno)  diventa la molla che fornisce l’energia, la curiosità, la voglia di vivere e il bisogno di fare e di trasformare da cui nasce l’arte. Da un concetto di questo genere si genera un processo praticamente inesauribile in cui l’artista, prima si confronta con una utopia di perfezione (il cerchio), e poi si adopera per renderla più simile a come stanno veramente le cose (la frammentazione, lo stato di precarietà conseguente alle continue trasformazioni del mondo attuale), per tornare infine, in modo positivo a ripensare il modello di partenza  e trarne nuova linfa.
Uno cento mille atelier è il suo motto per descrivere la voracità della sua immaginazione modellatrice di fronte alle cose, dalle più semplici e umili alle più importanti. Il suo percorso si muove fra temi di elezione e l’esplorazione di tecniche e materiali inediti che promettono possibilità percettive e di contatto inaspettate e stimolanti. Fra i soggetti, il paesaggio – come nella serie Urbe-evocativa - diventa un argomento esistenziale importante: la città è un grande stimolo a ripensare sia  lo spazio che l’organizzazione della società in cui viviamo. In essa,  l’elevazione e lo sviluppo in altezza delle abitazioni giocano un ruolo significativo rispetto alla linea dell’orizzonte e ai profili bassi, e si sposa con le atmosfere psicologiche che la città sollecita sul piano degli incontri umani e delle opportunità sociali. Talvolta l’essere umano, l’uomo e la donna, si prestano al gioco a nascondino che consente all’artista di divenire poeta, mago e demiurgo evocando la creazione attraverso l’unione degli opposti e la promessa dell’amore.  Più spesso però Ferrarini  sembra preferire un approccio meno circostanziato e di tipo più universale, come quando , invece di diffondersi in esperienze narrative e descrittive specifiche, asseconda  il piacere puro di esplosioni  senza contenuto immediato, da fuochi d’artificio, - come nelle serie painting-jewels – che si effondono in uno spettacolo di segni, materie, colori, slanciandosi verso il perimetro dell’opera. 
Già in alcune importanti correnti dell’arte italiana del dopoguerra , ed in particolare nello Spazialismo e nell’Arte Nucleare, l’estroversione e la solarità dei mondi del Mediterraneo avevano improvvisato -  allora anche come simbolo della rinascita dalle ceneri e dalle macerie di una guerra -  lo spettacolo della pittura come DONO che – senza  bisogno di un soggetto, e di una figurazione naturalistica -  evocava dinamismo e gioia di vivere. Ora Ferrarini propone le sue opere basate su vortici e strutture ritmiche concentrate in evoluzioni piacevoli come ballerini intenti in una danza, come manifestazione di una sorta di naturale empatia fra l’essere umano e il mondo. Egli aggiunge  a quegli sfoghi fisici – giustificati dal paragone col mondo scientifico e con le  grandi scoperte dei regni subatomici e delle conquiste dello spazio, che hanno segnato quel periodo -
 una dimensione introspettiva, di tipo psicologico e di ricerca di una universalità quasi mistica.
Come dicevamo, dopo che l’emozione ha generato l’azione da cui nasce il dipinto, l’artista torna ad interrogarsi sul suo rapporto col mondo, sulle proprie aspettative, e su quanto di vero vi sia nella concezione idealizzata dell’universo come una realtà perfetta e a tutto tondo in cui tutto funziona a menadito. Egli infatti non dimentica che sia lui che noi tutti dobbiamo sempre fare i conti sia con una realtà di fondo che con una società attuale  in continua grande trasformazione, che talvolta ci portano anche a provare un senso di precarietà e di ansia. Se si vuole coinvolgere l’altro, non basta il sogno di una perfezione astratta. Vale di più entrare nel vivo delle cose, compromettersi con la fisicità dei fatti e con le resistenze e gli imprevisti offerti dalle sperimentazioni materiali. Non è un caso quindi che Ferrarini sia un grande sperimentatore di tecniche, di materiali vecchi e nuovi, e di combinazioni di lavorazioni che producono un effetto e delle impressioni sensoriali notevoli. Mentre egli usa spesso i colori acrilici - che gli consentono di lavorare in velocità quando si tratta di realizzare di getto un’idea, salvando la spontaneità e l‘immediatezza dei sentimenti da cui nasce l’impulso espressivo -, ha anche  messo a punto un’ampia gamma di invenzioni materiche e processi chimici che ottengono nuovi effetti visivi e danno ai quadri la patina di una situazione vissuta. Il nostro rapporto col dipinto si trasforma da un fatto mentale in un dialogo a tu per tu, che evoca quasi un rapporto di tipo umano, fra esseri dotati di spessore e di presenza carnale.  Questa sensazione di consistenza fisica – che come abbiamo detto non si arresta al fatto percettivo ma crea intorno all’opera il senso di una partecipazione emotiva e di un’atmosfera psichica –rende il quadro un  testimone efficace con cui l’osservatore può dialogare, discutere, identificarsi o anche discostarsi , a seconda delle esigenze e delle convinzioni di ognuno. L’importante è che ,attraverso l’artista e la mediazione delle sue opere, anche noi acquisiamo il senso della qualità e dell’importanza di sapere improvvisare e di inventarsi un proprio modo di fare quadrare il cerchio.


Daniela Palazzoli

 

Daniela Palazzoli - Nota studiosa e teorica dell'arte contemporanea, si è laureata all'Università degli Studi di Milano e – poco dopo – ha ricoperto il ruolo di insegnante alla facoltà di Architettura (Politecnico Milanese).
Dopo aver ottenuto la docenza presso l'Accademia di Belle Arti di Brera (1974) ne è stata anche eletta Direttrice nella seconda metà degli anni ottanta.

Storica dell'arte, autrice di testi, ha ricoperto incarichi gestionali alla Triennale di Milano ed ha collaborato, ricoprendo vari ruoli in ambiti editoriali e museali, alla crescita di quella cultura – conservativa ed al contempo propositiva – maturata anche in virtù del suo crescente interesse per il collezionismo d'arte internazionale.

Ha raccolto, in un "fondo" che porta il suo nome, oltre 1.500 volumi riguardanti l'evoluzione della fotografia dagli esordi sino agli anni settanta, e che ora, gestito dall'Università di Venezia, è a disposizione di ricercatori e studiosi che possono ritrovare movimenti, gruppi ed autori che hanno attraversato gli oltre 150 anni della storia di questa forma che sin dagli esordi ha spiazzato il mondo della pittura e che invece, dagli anni novanta del novecento, compare sempre più ibridata con la stessa.

 

Develmedia Web agency Genova Siti internet, Web, Grafica

Copyright Federico Ferrarini. Tutti i contenuti di questo sito sono protetti da copyright e non possono essere copiati, riprodotti o distribuiti in nessuna forma, integralmente o parzialmente, senza l'autorizzazione scritta di Federico Ferrarini

Federico Ferrarini -contemporary art italian artist - artista italiano di arte contemporanea